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La scoperta scientifica americana Sebbene la maggior parte delle persone si serva della candeggina soltanto per rimuovere le macchie dai capi d’abbigliamento, uno studio condotto da un’equipe di scienziati della Feinberg School of Medicine, della Northwestern University (Illinois - Usa), evidenzia che la stessa può esser utilizzata anche per offrire sollievo ai bambini affetti da eczema. La ricerca, pubblicata sulla rivista Pediatrics, ha permesso di constatare che, anche nei casi gravi, immergendo la parte in una soluzione d’acqua e candeggina, si ottiene una importante riduzione della malattia. Eliminando i batteri si riducono i sintomi dell’eczema - "Questo studio - ha spiegato Amy Paller, specialista e presidente dell’Associazione nazionale contro l’eczema - si basa sulla già nota azione antibatterica della candeggina”. L’eczema fa sì che nella pelle del malato si sviluppino colonie di batteri anche pericolosi, come lo stafilococco aureus. Questi causano un prurito irresistibile che porta i pazienti a grattarsi e spesso a graffiarsi. I batteri accentuano tutti i sintomi dell’eczema pertanto sono il primo problema da eliminare in modo da poter restituire ai pazienti un poco di sollievo. Lo studio - I ricercatori hanno preso in esame 31 soggetti che sono stati suddivisi casualmente in due gruppi. Al primo è stata consegnata una bottiglia piena di candeggina da usare per effettuare dei risciacqui mentre al secondo un contenitore identico ripieno però con banalissima acqua. I medici chiamati ad analizzare l’evoluzione della malattia non sapevano a quale dei due gruppi appartenessero i pazienti che si trovavano davanti ma dovevano limitarsi ad osservarne l’eventuale sviluppo. Il trattamento - I pazienti affetti da eczema dovevano usare mezza tazza di candeggina diluita in una vasca piena d’acqua e immergersi nella soluzione così ottenuta per cinque o 10 minuti. Il trattamento doveva esser ripetuto 2 volte a settimana per un mese intero. Al termine di questo periodo i ricercatori hanno visitato tutti i pazienti e notato un “significativo calo dei sintomi” in tutti i soggetti sottoposti al trattamento con la candeggina. Secondo Robert Brodell, professore di medicina interna e dermatologia presso la Northeastern Ohio Universities, ritiene che la scoperta non faccia in realtà che confermare ciò che già si sapeva da oltre 20 anni. Questo, ha spiegato tuttavia l’esperto, è il primo studio che conferma scientificamente le vecchie supposizioni. Lo studio potrebbe essere utilizzato per comprendere se la stessa procedura può esser o meno usata anche in abbinamento con altre sostanze e o medicinali. Nell’acqua della vasca si potrebbero infatti aggiungere idratanti, antibiotici e tanti altri principi curativi. Prima di eseguire un bagno con la candeggina, che va per giunta diluita in maniera estremamente precisa per evitare danni gravissimi alla pelle, è comunque importante consultarsi con un medico. Le altre notizie del canale: >>> Scienza
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