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Redazione
   
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Film in streaming sul Web
Due siti oscurati e due denunce

Due siti internet oscurati, due persone denunciate per violazione della legge sulla tutela del diritto d'autore e un danno al circuito cinematografico e home video stimato in 25 milioni di euro. E' questo il bilancio di un'operazione condotta dalla Polizia Postale della Liguria. Monitorando la Rete gli investigatori hanno scoperto il sito vedogratis.com, attraverso il quale era possibile vedere in streaming, o scaricare gratuitamente film, le prime visioni non ancora immesse nei circuiti di vendita e noleggio. Una volta entrati nel sito si poteva scegliere la pellicola da un elenco suddiviso per genere o da un griglia grafica contenente le varie locandine. Era sufficiente poi cliccare per essere reindirizzati ad un altro sito situato ad Honk kong, Megavideo.com.

Il portale, i cui contenuti venivano inseriti autonomamente dagli stessi utenti iscritti, otteneva notevoli vantaggio economico grazie ai guadagni generati dalla pubblicità che ogni utente era costretto a visionare prima dell’inizio del film. Beneficiari erano i titolari del sito Vedogratis.com (registrato su falso nome) e gli operatori, non identificati, che caricavano i film sul sito di Hong Kong con banner pubblicitari. I due denunciati, un fiorentino e la compagna colombiana, sono stati identificati attraverso il flusso di denaro derivante dagli introiti pubblicitari. Ad insospettire gli investigatori è stata la grande frequentazione del sito: passato in 5 mesi da 16.000 a 100.000 collegamenti al giorno. I due denunciati dovranno anche rispondere del reato di sostituzione di personalità perché il sito era registrato su nome falso.

La pirateria on-line è un fenomeno che preoccupa sempre più gli operatori del settore che chiedono a gran voce ai governi di tutta l’Europa di trovare soluzioni dagli effetti immediati. Nonostante il duro colpo inflitto a Megavideo e Vedogratis, e quindi anche alla pirateria, sul Web esistono ancora decine di siti che offrono il medesimo servizio ai danni delle major. La richiesta dei colossi del cinema risulta esser pertanto del tutto condivisibile, e non soltanto perché “pirateria” è sinonimo di “danno economico in senso stretto”, ma anche perché il “mancato guadagno” si traduce in una concreta e drammatica perdita di posti di lavoro: 250mila, secondo le major, sarebbero quelli già a rischio.

La normativa italiana in materia di pirateria è una delle migliori in Europa, con sanzioni mirate che prevedono ad esempio la reclusione da 1 a 4 anni ed una multa da 2.582 a 15.493 euro per chiunque immetta a fini di lucro, in un sistema di reti telematiche, un’opera dell’ingegno protetta da copyright. Un sistema di controllo di cui la maggior parte delle persone sembra non preoccuparsi a causa delle scarse verifiche.

Una soluzione al problema sembra dunque lontana dall’esser trovata, anche perché molti utenti vedono nelle pratiche illecite dello scambio di file (film compresi) un comportamento non sanzionabile in nome della libertà di accesso ad un determinato bene e al suo libero consumo. In Europa, ma in modo particolare in Italia, il download di contenuti protetti da copyright è una consuetudine condivisa e accettata dalla maggioranza degli utenti della Rete, sebbene pienamente consapevoli si tratti di un comportamento illegale punibile dalla legge.


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