Animali | Diritto&Web | Giochi | Hi-Tech | Lavoro | News | PhotoGallery | PhotoTech | Scienza | Shopping | Studiando | Telefonia
Redazione
   
img
Uniti per salvare la foca monaca
Arriva un maxi piano per proteggerla

Fanno capolino sempre piu' spesso in Italia, il 9 giugno scorso la notizia dell'ultimo avvistamento in ordine temporale all'isola del Giglio, in Toscana, e in Croazia, ma la carta di identita' dice che il loro paese di nascita e' la Grecia. E' la foca monaca, animale simbolo del Mediterraneo e inserita nelle specie tra le piu' a rischio di estinzione. E ora e' in arrivo una strategia per salvare questo animale. La 'riscossa' parte dalla Grecia. Il piano e' stato elaborato dalla Mom, l'associazione ellenica per lo studio e la protezione della foca monaca e verra' presentato entro giugno alle autorita' greche nella speranza che possa diventare un piano nazionale adottato formalmente.

Nella realizzazione della strategia anche un italiano, Giuseppe Notarbartolo di Sciara, presidente onorario dell'Istituto per lo studio e la tutela dell'ambiente marino Tethys. ''Il piano - ha detto all'ANSA Notarbartolo di Sciara - prevede uno scopo, 4 obiettivi e una serie di azioni per i prossimi 5 anni. E' realizzato per la Grecia, che e' il grande serbatoio Mediterraneo per questa specie, ma e' una strategia esportabile a tutto il bacino e se avra' successo anche l'Italia potra' avere effetti positivi consentendo a questi animali di occupare nuovamente piano piano gli spazi da cui sono stati cacciati''. In particolare la Grecia ospita una 'nursery' della foca monaca, da qui l'importanza di un piano di tutela non solo della specie ma dell'ambiente marino in cui vive.

Le stime parlano di 30 cuccioli nati ogni anno e, ha riferito Notarbartolo di Sciara ''sembra che la foca monaca in Grecia abbia proprio voglia di sopravvivere''. In Grecia si calcolano meno di 300 esemplari. Tra le zone piu' importanti il Parco delle Sporadi settentrionali, istituito ad hoc per la protezione della foca monaca (ne ospiterebbe una quarantina), le acque dell'isola Karpathos, tra Rodi e Creta (una quindicina), l'isola di Milos (una quindicina) e l'isola di Zante (una quarantina). Poi nell'Egeo, la parte piu' importante per questa specie, ci sono tanti altri piccoli nuclei. ''I nuclei riproduttivi - ha spiegato Notarbartolo di Sciara - sono scomparsi un po' dappertutto tranne in Grecia e in Turchia e forse nella punta nord-est di Cipro. Gli esemplari che spuntano qua e la' non significa che la foca monaca stia bene. La popolazione e' sul limite dell'estinzione. Prima era diffusa da Gibilterra al mar di Levante. Era presente in Liguria, in Corsica, in Sardegna, alle Baleari''.

Poi il crollo degli habitat disponibili e le uccisioni hanno ridotto la popolazione a un lumicino. Ora la strategia. Lo scopo, ha riferito Notarbartolo di Sciara e' quello di garantire la ripresa e la permanenza della foca monaca in Grecia ma anche di mettere in campo azioni per arrivare a 4 obiettivi: affermare la conservazione come priorita' nazionale; ottenere conoscenze; protezione reale delle aree sensibili anche con il coinvolgimento della popolazione locale; adozione formale delle misure di protezione. 'Siamo lontanissimi dai risultati ma - ha detto Notarbartolo - i nuclei greci ci danno speranza''. La foca monaca non e' solo un animale simbolo. E' importante essendo un predatore di vertice. ''Questi animali - ha detto il responsabile del Gruppo Foca Monaca Italia, Emanuele Coppola - si muovono molto e per questo oggi si sta allargando il concetto di protezione che non riguarda solo la specie ma tutta l'area''.

Ansa


Le altre notizie del canale:
>>>
Animali


Stampa questa notizia | Invia in email questa notizia

Hosted by Energit Provided by Edizioni Sole